Osteoporosi- cause e trattamento

L’osteoporosi è una condizione in cui vi è una perdita di massa ossea e di resistenza ossea. Lo scheletro sarà più suscettibile a fratture, cadute, minor funzionalità muscolari. Le cause di osteopenia (bassa densità ossea) e osteoporosi sono multifattoriali:

  • iponutrizione 
  • ridotta massa grassa e magra
  • Eccessivo peso corporeo
  • ipoestrogenismo
  • ipoandrogenismo
  • ipercortisolismo
  • riduzione IGF1

FUNZIONI DEL TESSUTO SCHELETRICO 

Il tessuto osseo è metabolicamente attivo e si rinnova costantemente. La formazione è ad opera degli osteoblasti che formano matrice ossea, il riassorbimento è a opera degli osteoclasti che sono simili ai macrofagi rosicchiando la matrice ossea, mentre il mantenimento dell’osso e ad opera degli osteociti.

L’osteoporosi è quando il riassorbimento prevale sulla formazione, quindi quando l’attività degli osteoclasti prevale su quella degli osteoblasti. Tutto è regolato a livello ormonale. 

La funzione principale del tessuto scheletrico è il sostegno del corpo umano. Altre funzioni sono: 

  • protezione di organi e tessuti molli sottostanti
  • assistenza all’equilibrio e al movimento
  • produzione di cellule del sangue
  • deposito per sali minerali come il calcio e il ferro.

Una buona massa ossea è ottenibile quando i livelli energetici sono nella norma, quando si fa attività fisica, da fattori genetici, dall’età, dai fattori ormonali.

OSTEOPOROSI E ATTIVITA’ FISICA

La sedentarietà e la mancanza di movimento stimola osteoporosi: i dischi sono più sollecitati in posizione seduta e ci sarà poca mineralizzazione per mancanza di carico gravitazionale. Importante il concetto di meccanotrasduzione per comprendere l’importanza del movimento sulla salute dell’osso: la meccanotrasduzione è una risposta adattativa a uno stimolo meccanico. Il carico meccanico stimola la deformazione ossea, le cellule sentono lo stress, le integrine mandano segnali verso il nucleo cellulare promuovendo fattori di crescita benefici per la resistenza ossea.

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sedentarietà

Le caratteristiche che deve avere l’attività fisica per stimolare degli adattamenti ossei sono:

  • Ad alto impatto
  • Antigravitario
  • ad elevata intensità
  • preferibilmente sito specifico
  • necessario un adeguato riposo dalle sei alle otto ore.

OSTEOPOROSI E STRESS

L’eccessivo stress, inteso come alterazione dell’omeostasi interna, può essere indotta tramite una vita frenetica, poco riposo, eccessivo allenamento, cattiva alimentazione. 

Queste condizioni provocano il rilascio di ormoni dello stress quali catecolamine, cortisolo, betaendorfine le quali  possono inibire la funzione dell’asse gonadico, quindi mancata secrezione di ormoni benefici stimolanti la matrice ossea. L’esercizio fisico ha effetti negativi solo se il dispendio energetico è sbilanciato con poca disponibilità di glucosio. L’aumento delle calorie riporta nella norma le secrezioni ormonali.

L’eccesso di cortisolo provoca depressione oltre che osteoporosi, andando ad agire direttamente sulla matrice ossea come ormone catabolico.

Un’attività fisica eccessiva non accompagnata da un adeguato riposo può incrementare la fragilità ossea portando a overreaching/overtraining con calo del testosterone negli uomini, calo degli estrogeni nelle donne, aumento glucocorticoidi come il cortisolo e innalzare la miostatina, proteina che blocca i fattori di crescita. Queste alterazioni ormonali provocano un indebolimento delle strutture ossee con conseguenti probabili lesioni da sovraccarico o fratture da stress. Il testosterone e gli estrogeni sono ormoni fondamentali nel mantenimento di una buona attività degli osteoblasti.

LA MALNUTRIZIONE

L’alimentazione scorretta provoca importanti danni e regressioni al nostro apparato scheletrico. Alla base vi è un’alterazione dell’ipotalamo che non riesce a mantenere un corretto ritmo di secrezione degli ormoni necessari per il trofismo osseo.

Una disregolazione ipotalamica nella secrezione di GnRH/LHRH è provocata da: 

  • bassa percentuale di massa grassa
  • stress fisico
  • bilancio energetico negativo
  • Eccessivo tessuto adiposo

È necessaria una adeguata percentuale (tra 17% e 22%) di massa grassa per il menarca e la funzione mestruale si perde quando il grasso corporeo scende sotto i 22% (anche se alcune persone anche con percentuali più basse riescono a preservare il corretto ciclo mestruale). Queste condizioni si manifestano soprattutto nelle ragazze affette da disturbi del comportamento alimentare come nell’anoressia nervosa.

I bassi livelli energetici non permettono il corretto mantenimento della pulsatilità e del rilascio di ormoni come gli estrogeni necessari al mantenimento della massa ossea. I bassi livelli di estrogeni portano a depressione, calo libido, osteoporosi, osteopenia, infertilità.

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Inoltre il peso corporeo eccessivamente basso non crea lo stimolo meccanico, principio necessario per innescare l’attività degli osteoblasti.

D’altro canto anche l’eccessivo peso corporeo non permette il mantenimento di un buon trofismo osseo poiché la vitamina D, essendo liposolubile, rimane bloccate nei depositi di grasso non riuscendo a esercitare la sua funzione benefica sull’osso. Inoltre il peso corporeo eccessivo sovraccarica le articolazioni, soprattutto il ginocchio e l’anca, aumentando il rischio di fratture e cadute e a un peggioramento della qualità della vita.

L’IMPORTANZA DELLA VITAMINA D

Un deficit di vitamina D comporta un minor assorbimento intestinale di calcio, elemento alla base della struttura dello scheletro osseo, meno calcemia, minor captazione di ioni calcio da parte delle ghiandole paratiroidee.

A livello muscolare una carenza di vitamina D provoca una diminuzione delle funzioni neuromuscolari. Quest’ultima è dovuta al fatto che i muscoli sono ricchi di recettori nucleari di vitamina D, importante nella funzione muscolare. Pertanto buoni livelli di vitamina D aumentano la forza muscolare e l’equilibrio diminuendo il rischio di cadute.

RIMEDI E CONCLUSIONI 

E’ importante intervenire con un’adeguata attività motoria in quanto la massa ossea viene ridistribuita nelle aree soggette allo stimolo meccanico (sito specificità). Uno stile di vita attivo migliora il trofismo muscolare, l’escursione articolare, la funzione cardiovascolare, migliore BMD (bone mass density), con conseguente calo delle limitazioni funzionali, miglior cammino ed equilibrio,  resistenza allo sforzo. Tutto questo porta a una minore difficoltà a compiere atti di vita quotidiana con calo della disabilità e miglioramento dell’umore.

Per il soggetto anziano ottimi risultati sono stati ottenuti con attività semplici come il cammino a passo veloce, il ballo, salire le scale. Il tal modo i muscoli lavorano contro gravità senza però sottoporre a traumi eccessivi le articolazioni; questa attività dovrebbe essere ripetitiva e mantenuta settimanalmente ad intervalli regolari.

Con la corretta alimentazione si ristabilirà in automatico l’omeostasi interna con il ripristino delle funzionalità ormonali. 

La diminuzione del peso corporeo in eccesso permette un maggior assorbimento di calcio grazie all’aumentata efficienza della vitamina D. 

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